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Le abitudini e l’epigenetica

come ciò che facciamo ogni giorno incide sul nostro DNA

L’epigenetica è la branca della biologia molecolare che studia le modificazioni del nostro corredo genetico attraverso le interazioni ambientali. In altre parole, ereditiamo dei geni dai nostri genitori ma è attraverso il nostro stile di vita che possiamo agire in modo determinante sulla nostra qualità di vita. Ogni azione ed interazione con l’ambiente circostante influisce sull’espressione genetica. È per questo motivo che due gemelli omoziogoti separati alla nascita ed esposti a due ambienti differenti, sviluppano patologie diverse.

Per esempio, due gemelli nati ad Okinawa, una delle cosìdette blue zones o zone ad elevate longevità, trasferitosi negli USA, assumerà uno stile di vita coerente con la sua localizzazione geografica ed avrà un’aspettaiva di vita inferiore rispetto al fratello gemello rimasto in Giappone.

Questo epifenomeno é dovuto al fatto che i fattori ambientali intervengono direttamente sull’acetilazione e la metilazione del DNA inducendone diverse malattie.

La metilazione è un processo biochimico che permette di cambiare la funzione del DNA senza cambiarne la sequenza. È una reazione chiave coinvolta nel processo di invecchiamento e di carcinogenesi.

Questo ci permette di capire che ogni giorno possiamo compiere delle scelte per limitare questo meccanismo:
– mangiare plant-based o quasi
– svolgere un’attività fisica regolare
– limitare lo stress attraverso la meditazione, la preghiera, l’introspezione
– proteggersi dalle radiazioni UV
– limitare le fonti d’inquinamento e l’esposizione ad esse (bere acqua depurata, scegliere materiali di qualità per la costruzione di una casa, evitare i cibi nei contenitori di plastica…)
– allenare l’attività cerebrale
– avere una vita appagante con un ikigai (o ragione d’essere)

Ogni singola azione nel quotidiano, ha un impatto sulla nostra salute. No, non è troppo tardi e le cattive abitudini si possono mutare in buone abitudini.

Come fare?

Il corpo umano ha bisogno di ripetere la medesima attività per 62 giorni per farsì che acquisisca l’abitudine a svolgere una determinate azione; se vogliamo alzarci presto al mattino per fare una passeggiata all’alba, bisognerà ripetere e ripetere tale azione e diventerà un’abitudine della quale non riusciremo più a fare a meno. Su questo cambiamento incide quello che si definisce il «why power» ovvero, perché vogliamo apportare un determinato cambiamento. La risposta deve essere incentrata in modo sincero su noi stessi senza cadere nella facile tentazione di compararsi con gli altri. A livello inconscio ne avremmo piena coscienza e la motivazione non sarà sufficiente. Se invece essa parte da un reale desiderio «egoistico», il circolo positivo sarà sostentamento esso stesso del cambiamento.

In altre parole, se l’obiettivo è cominciare un’attività fisica, la motivazione non può essere perchè voglio assomigliare a Doutzen Kroes. La motivazione dev’essere:
– realistica
– semplice
– selfish: incentrata su di noi.

Ho visto dei miracoli in pazienti che volevano entrare in un vestito da matrimonio proprio o di un figlio.

Un’altra tecnica per cambiare il modo di pensare è coniugando i nostri pensieri con un altro tempo verbale. Invece che dire «io sono una che mangia un sacco di schifezze tra i pasti», bisognerebbe dire «io ero una persona che mangiava abitualmente fuori pasto, un sacco di schifezze». Il cambiamento del tempo di coniugazione, permette di agire sulla percezione cognitiva.

Io adoro quella parte del film “the Iron lady”, nel quale La signora di ferro, Margharet Tahtcher dice:

«Cura le tue parole che diventeranno le tue azioni.
Cura le tue azioni che diventeranno le tue abitudini.
Cura le tue abitudini che diventeranno il tuo carattere.
Cura il tuo carattere che diventerà il tuo destino.
Quello che pensiamo diventiamo; io penso di godere di un’ottima salute!”

Quanto è vero! eppure non credo che the Iron lady si occupasse anche di epigenetica!

Con gratitudine,

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